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Pari e Uguali
Associazione per la parità di genere, contro la discriminazione e la violenza nei confronti della donna
 


N° 026/2017  
FONTE: Libero GIORNO E DATA: giovedì 21 settembre 2017
PAGINA: 15 AUTORE: Azzurra Noemi Barbuto

 

 

La stragrande maggioranza delle donne è fiera di dichiarare che sono loro che decidono da chi farsi scegliere, quindi se spesso sono capitate di farsi scegliere da un idiota la responsabilità è solamente loro, sempreché non furono attirate da ben altri requisiti, aspetto fisico e posizione economica in primis. Siamo felici che siano uscite da un mondo favoloso per affrontare il mondo reale: perfido, cattivo, cinico e baro, che pur con tutte queste attese negative avverse tempra ed esalta le qualità della PERSONA di qualsiasi sesso sia o a qualsiasi sesso voglia immedesimarsi. Sono convinto che il cambiamento iniziato almeno un secolo fa abbia dato i suoi frutti, primi se vogliamo, ma non acerbi, impensabili trenta o quaranta fa: prima donna segretario di un sindacato, Renata Polverini, ignorata da un certo schieramento politico; prima donna a dirigere un partito politico, Giorgia Meloni. Solo due esempi di cambiamento ma ci sono a migliaia. Ben venga che il Principe Azzurro diventi il Bello Addormentato e che nessuna sconsiderata si azzardi a dargli un bacio. Rodolfo Balena.

 

La favola infranta (per nostra fortuna)
 

Di solito il principe azzurro è un idiota

 

Il sogno dell’uomo perfetto è sbiadito e le Cenerentole che lo aspettano sono estinte. Per vivere felici a volte è meglio stare sole.

 

C’era una volta, tanto tempo fa, una principessa che aspettava il principe azzurro. Oggi ella non lo attende più. Ci dicono che codesto cavaliere sia stinto a causa di un candeggio errato, o persino estinto, o che sia gay e che dunque preferisca a noi il nostro più caro amico. In realtà è più probabile che egli non sia mai esistito. Però non sono mancati eserciti di donne che lo hanno cercato invano e che convinte di averlo finalmente trovato, sono cadute spesso in trappola. Perché – parliamoci chiaramente – è più facile incontrare il proprio principe azzurro che liberarsene, ossia rinunciare all’idea che per essere felici debba venire un perfetto sconosciuto in sella ad un cavallo bianco e in calzamaglia a metterci in salvo da ogni pericolo e da ogni guaio, come se non fossimo capaci di mandare al diavolo la strega cattiva o le sorellastre. Siamo così bene obnubilate da queste stronzate per secoli da non accorgerci che ce la possiamo cavare alla grande da sole e che la chiave per scappare via dalla torre era proprio lì sotto i nostri occhi, sebbene noi non volessimo vederla.
Ho conosciuto donne convinte di aver trovato il principe azzurro prima di scoprire che questi si faceva di cocaina e non di rado la picchiava. Eppure non riuscivano a lasciarlo e non perché lo amassero, ciò a cui non volevano rinunciare era l’idea che si erano fatte di lui, ossia che egli fosse il loro salvatore e che quindi tutto si sarebbe messo a posto. Perché così accade nelle favole. Insomma a volte i nostri sogni si trasformano nelle nostre prigioni e sono una grossa fregatura.
Le Cenerentole di oggi – le poche che ancora resistono – sono quelle donne che non hanno il coraggio di prendere in mano la propria vita e che quindi si crogiolano sull’idea che d un momento all’altro si imbatteranno nell’uomo giusto che – miracolosamente – metterà in ordine la loro intera esistenza, riscattandole da un passato infelice e dall’incubo di un futuro incerto. Insomma, sono delle sfigate, che hanno fatto dell’attesa un modo di vivere e che ripongono in un essere umano – povero martire – troppe aspettative.
Per fortuna alla stragrande maggioranza delle ragazze, giovani e meno giovani, di oggi gli abiti da Cenerentola, o da Biancaneve, vanno stretti e non ci stanno proprio a riservare a un uomo, peraltro appena conosciuto ad un ballo o in un bosco, tanta fiducia.
Le principesse odierne sono delle guerriere, non credono nelle favole, ma in loro stesse. Se escono di casa al mattino per correre in ufficio ed incrociano il principe azzurro, si ricordano che è carnevale. Mica si fanno fregare! Sanno che quel “vissero felici e contenti” non è altro che una sciocca supposizione, perché, perché nessuno sa cosa ne sia stato di Cenerentola una volta varcata la soglia del castello, e che è più probabile che un principe si trasformi in un rospo che viceversa. Finalmente in questo millennio le donne si sono sbarazzate dell’idea che saranno complete solo quando avranno accanto un uomo bello, ricco e di successo, perché hanno scoperto che solo realizzando se stesse potranno sentirsi appagate. Esse non vogliono più stare “dietro un grande uomo”. Vogliono essere grandi donne senza paraventi davanti. La realtà, in fondo. Ci ha insegnato che si può sposare anche un principe, come fece Lady Diana, divenendo poi delle principesse tristi ed insoddisfatte.
I matrimoni possono finire; l’uomo dei nostri sogni può tradirci – come del resto facciamo anche noi, che non siamo mica delle sante! -, o ferirci o abbandonarci; la vita nel castello può rivelarsi noiosa, la famiglia reale un covo di vipere, facendoci rimpiangere persino la matrigna; la fata turchina, che in passato ci ha procurato un vestito da sballo ed un paio di scarpette che hanno fatto la nostra fortuna, potrà essere impegnata quando avremo ancora bisogno di lei; le uniche sicurezze sono solo quelle che possiamo ravvisare in fondo a noi stesse. Al di fuori non esistono.
Ecco perché è bene che sappiamo fin da bambine che la nostra felicità, così come la nostra eventuale salvezza, non dipende da nessuno, solo dalla nostra volontà e dal nostro coraggio. Dare un morso alla mela e cadere nell’oblio è una tentazione a volte irresistibile: lasciarci andare, assopirci, dimenticare, attendere. Per alzare il culo non ci servirà il bacio di un uomo di passaggio, ma solo la consapevolezza che la nostra vita è qui ed ora: nelle nostre mani.
 

 

 

 

 

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