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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di paritą
 


N° 001/2018  
FONTE: Libero GIORNO E DATA: martedì 02 gennaio 2018
PAGINA: 1 e 18 AUTORE: Melania Rizzoli

 

 

Adesso la scienza indaga nelle mutande e scopre cose strane
Demolito uno dei luoghi comuni del romanticismo d’accatto

 

Il colpo di fulmine è solo autosuggestione

 

Uno studio di un’università olandese dimostra che l’amore a prima vista è un banale appetito sessuale mascherato con emozioni più «accettabili»

 

Se durante la notte di Capodanno avete incrociato uno sguardo che vi ha fulminato all’improvviso come un lampo, o avete incontrato una persona che vi ha fatto balzare il cuore in gol e scatenare dentro una tempesta di sentimenti mai provati dimenticatelo per non essere derisi, e non raccontate a nessuno dell’impossibilità di distrarre il pensiero da quell’incanto anche solo per poche ore, per evitare di essere presi in giro. Perché non si è trattato affatto di un innamoramento travolgente come credevate, ma di un banale e semplice appetito sessuale. Il colpo di fulmine infatti non esiste, è solo in concetto romanzato, e chi lo proclama è un ignorante, perché è stato dimostrato essere soltanto una pura illusione derivata da una questione di desiderio impellente che altera la percezione dei sentimenti, riducendo il tutto ad una prosaica e semplice attrazione fisica e sessuale.
TEST E INCONTRI
A confermarlo è la solita e glaciale scienza, che speso umilia le nostre certezze e cancella il nostro romanticismo, mettendoci sotto gli occhi le sue prove fredde, spietate e documentate. All’Università di Groningen, in Olanda, i ricercatori del dipartimento di Psicologia hanno impiegato sei mesi a studiare e misurare in diversi modi la “capacità di infatuazione” di alcune centinaia di giovani, per lo più studenti attorno ai 20 anni, sottoponendoli a sondaggi online, test ematici e di laboratorio, questionari speciali, oltre che ad incontri reali, faccia a faccia con i rispettivi oggetti del desiderio, monitorandone le emozioni, gli sguardi e i gesti, facendoli incontrare per un tempo limitato, quello necessario per cenare insieme e conoscersi. Dei 400 giovani solo 32 di loro, in maggioranza uomini, hanno dichiarato di aver provato l’amore a prima vista, mentre i colpi di fulmine denunciati sono stati 42, ma l’analisi dei loro dati ha rivelato che in questi casi non è stato possibile registrare la nota triade dell’ubriacatura amorosa, delle sensazioni come la passione, la voglia di intimità e la ricerca incondizionata di legame affettivo, perché l’unica analisi in comune verificata è stata quella del picco ormonale, che ha fisiologicamente provocato l’irresistibile attrazione fisica e quindi sessuale.
Oddio, che gli scienziati arrivino a indagare fin dentro le mutande ed a spiare i turbamenti dei genitali di ragazzi nel pieno della tempesta ormonale non è novità, perché precedenti studi hanno già misurato il “fenomeno”, arrivando però alle stesse identiche conclusioni: una persona su tre crede di aver provato l’amore a prima vista, ha vissuto soltanto un’illusione perché questo non è mai scoppiato realmente nelle varie coppie. La scienza ha dunque bocciato e distrutto l’immagine dell’amore a prima vista, collocandolo nell’immaginario collettivo popolare, non avendo trovato prove cliniche e fattori sufficienti a comprovarlo, riducendolo banalmente alla comune fame sessuale, spesso confusa con emozioni più profonde. In realtà si è dimostrato che il ricordo del primo incontro con la persona amata è un falso ricordo, che però si intensifica con il tempo e con lo sviluppo della relazione di coppia, probabilmente a protezione del proprio concetto idealizzato dell’amore che si custodisce nel cuore.
NULLA DI POETICO
L’innamoramento, o quello che si presume essere tale, non è altro che un autoinganno, una memoria distorta vista attraverso la lente di sentimento, che tutto ingrandisce e rende immenso e scintillante quando è ancora vivo e infuocato, perché in grado di rafforzare il legame in corso. I romantici si mettano quindi il cuore in pace, perché nel momento in cui credono di essere stati colpiti dalla freccia di Cupido, in realtà sono influenzati da un desiderio recondito, un ricordo costruito inconsciamente ma in qualche modo falso, che non ha nulla di poetico e che soprattutto non è detto che sia corrisposto come si pensi e con altrettanta intensità.
Per il mastro della sociologia Francesco Alberoni l’innamoramento è un processo della stessa natura della conversione religiosa o politica, perché ci si innamora solo quando si è pronti a mutare, ad iniziare una nuova vita, quando i tentativi di salvare le relazioni amorose precedenti sono falliti, e quando avviene un rapido processo di destrutturazione-ristrutturazione, chiamato stato nascente, che fa letteralmente cambiare pelle come accade nei rettili. In questo stato infatti, l’individuo diventa capace di fondersi completamente con l’altra persona e creare una complicità che viene continuamente sottoposta a delle prove di verità e di reciprocità, per essere certi di essere ricambiati, in un sentimento che appare irrinunciabile e vitale, con il rischio di portare ad equivoci ed anche alla catastrofe dell’amore nascente. Nell’innamoramento infatti, la persona amata viene trasfigurata, ingigantita e sovradimensionata, innescando un forte processo passionale e drammatico insieme, che scuote l’anima, sempre bilanciato però dal desiderio di una fusione comune che si vuole immediata e resistente nel tempo.
Il celebre saggio di Alberoni “Innamoramento e amore”, pubblicato nel 1979 da Garzanti, stampato in 45 edizioni e che ha venduto milioni di copie nel mondo, contrasta fortemente con le teorie della psicanalisi, la quale considera l’innamoramento irrazionale e al pari di una regressione, e vede lo stato nascente come un tentativo inconscio di abortire lo slancio personale ed individuale verso il futuro, considerandolo come la ricerca di un rifugio sicuro e codardo tra le braccia di un’altra persona, per unire le forze ed affrontare insieme le incertezze della vita.
STATO DI GRAZIA
La psichiatra aggiunge che la fenomenologia del cosiddetto innamoramento è la medesima tanto nei giovani quanto negli adulti, nei maschi come nelle femmine, negli omosessuali come negli eterosessuali, perché la struttura di tale fenomeno sentimentale non cambia, anche se dai non scienziati è considerata un elemento fondamentale della vita per la formazione della coppia amorosa.
Al di là della dottrina psicanalitica, e prendendo atto dello studio scientifico che ho citato all’inizio di questo articolo, resta il fatto che dell’amore non si riesce e non si vuole proprio a fare a meno, pur sapendo che è sempre una rivelazione a rischio, e pur conoscendone gli aspetti positivi e negativi, ma per favore non toglieteci anche l’innamoramento, che sarà anche regressivo o illusorio, sarà anche ingannevole e prosaico, ma fa nascere uno stato di grazia unico e meraviglioso, favorisce uno stato di grazia unico e meraviglioso, favorisce uno slancio fortissimo e fiducioso verso il futuro, e provoca un batticuore benefico ed elettrizzante più di un colpo di fulmine, quello che purtroppo si riesce a provare, sentire e godere, se si è fortunati, solo poche volte nella vita.

 

IL GIORNALE
Giovedì 28 dicembre 2017
Francesco Russo
A volte basta uno sguardo per innamorarsi. È certamente capitato a molti di vivere il cosiddetto colpo di fulmine, quell’attrazione istantanea che si verifica a pochi minuti da un primo incontro.
Una sensazione che perdura per giorni, con l’impossibilità di distrarre il pensiero dall’oggetto dei propri desideri, tanto da convincersi che quella incontrata è davvero la "persona giusta". Eppure l’immagine romantica dell’amore a prima vista, diventata una sorta di mito nell’immaginario collettivo, non trova sufficiente controprova nella scienza: un recente studio ha infatti dimostrato come, in realtà, si tratti di una ben più banale fame sessuale.
L’evidenza arriva dall’Olanda, grazie a uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Groningen e pubblicato sulla rivista Research Digest della British Psychological Society. Gli scienziati hanno analizzato un campione rappresentativo di 396 studenti olandesi e tedeschi, per il 60% composto da donne eterosessuali. In una prima fase, ai partecipanti è stato richiesto di osservare delle immagini di potenziali partner, esprimendo un punteggio in base al fattore d’attrazione vissuto. Dopo l’esposizione, agli stessi è stato chiesto di compilare un questionario, basato sulla Teoria Triangolare dell’Amore sviluppata dallo psicologo statunitense Robert Sternberg. Secondo quest’ultimo, il sentimento dell’amore si basa su tre elementi cardine: passione, intimità e decisione/impegno. Nessuno di questi tre fattori è stato tuttavia identificato nei questionari di coloro che hanno ammesso di aver avuto un colpo di fulmine a seguito della visione delle immagini.
I ricercatori hanno perciò ideato un secondo esperimento: anziché semplici fotografie, agli intervistati è stata concessa la possibilità di incontrare dal vivo i potenziali partner, con esposizioni dai 20 ai 90 minuti ciascuno. Di tutti i partecipanti, 32 persone hanno ammesso di aver vissuto più di un colpo di fulmine, tanto che il totale rilevato è di 49 innamoramenti a prima vista. Eppure, anche in questi casi mancherebbero i tre elementi fondanti del triangolo dell’amore, mentre emergerebbe chiaramente un’attrazione sessuale, confusa per emozioni più profonde dai soggetti. Non è però tutto, poiché gli esperti hanno anche analizzato la vita amorosa del campione oltre alla sperimentazione scientifica: fra gli innamorati pronti a giurare di aver vissuto una relazione basata sul colpo di fulmine, emerge in realtà un’intensificazione estrema sul ricordo del primo incontro, forse per proteggere il proprio concetto idealizzato di amore.

 

 

 

 

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