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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di paritą
 


N° 012/2018  
FONTE: Gazzettino GIORNO E DATA: lunedì 19 febbraio 2018
PAGINA: 23 AUTORE: Alessandra Graziottin

 

 

Passioni e solitudini

 

Madri in menopausa e figli adolescenti:
difficile binomio

 

 

Famiglie sull’orlo di una crisi di nervi. Di quelle dirompenti. O famiglie già esplose. Due generazioni in crisi transazionale, in pieno terremoto ormonale, sono un fattore di profonda vulnerabilità per la stabilità e la continuità della famiglia. Continuità sostanziale di affetti, se non logistica, di convivenza felice nella stessa casa.
I figli adolescenti aumentano l’adrenalina familiare perché in esplosione di estrogeni, se femmine, e di testosterone, se maschi, con accelerazione di impulsività e voglia di vivere a mille tutte le emozioni più eccitanti. Gli adolescenti in vertigine ormonale sono oggi più difficili da governare, soprattutto se sono non stati educati fin da piccolissimi a un sano rispetto delle regole e dell’autorevolezza dei genitori, oltre che degli insegnanti. Quando i genitori non sanno essere autorevoli, con fermezza, fin dalla prima infanzia, l’aggressività dei figli adolescenti, non contenuta da sani argini familiari, può diventare seriamente distruttiva per sé e per gli altri. Con una distruttività acuta: basti pensare agli eccessi di alcol, con i rischi della guida, ma anche del sesso promiscuo di tante giovani donne, all’uso di droghe, con i danni al cervello a breve e lungo termine, a comportamenti rischiosi con rischio di incidenti anche seri, soprattutto nei “sensation seekers”, nei giovani Anche geneticamente più portati a cercare il rischio come via rapida per sentirsi vivi e potenti. E con una distruttività cronica, strettamente connessa alla prima: il disinvestimento da ogni impegno personale, nello studio, nello sport, nella musica, nel lavoro, che alimenta l’inquietante popolazione dei NEET, giovani che non studiano, non lavorano, non sono in formazione, e che si sovrappongono di fatto ai bamboccioni residenti permanenti nella casa dei genitori.
Le madri in terremoto ormonale menopausale sono, dal canto loro, al minimo storico esistenziale dell’autorevolezza biologica: vampate, insonnia severa, tachicardie notturne, depressione, dolori articolari, stanchezza cronica le privano dell’energia vitale necessaria per governare i figli e le loro tempeste ormonali.
Ma la differenza generazionale non c’è sempre stata? Diranno i lettori. No. Fate due conti. Cinquant’anni fa l’età media della donna al primo figlio era tra i 20 e i 25 anni, a seconda della sua scolarità: i figli entravano in adolescenza con due differenze cardinali rispetto ad oggi. Genitori più giovani e mamme in particolare nel pieno dell’equilibrio ormonale e dell’energia vitale, tra i 35 e i 40 anni, e famiglie che sapevano educare con solido rispetto dei genitori e delle regole familiari e sociali. Capaci quindi di contenere e indirizzare le impennate energetiche e ormonali dei figli, invece che lasciarli in preda a un’impulsività autolesiva fino a perdersi nella palude dell’entropia energetica, motivazionale ed esistenziale.
La cura tempestiva ed appropriata dello “sturm und drang” (furore e impeto) menopausale è indispensabile non solo per la donna, e il suo benessere, ma anche per la serenità e stabilità della famiglia. In tempi non sospetti, mia nonna soleva dire che «una donna fa un uomo, o lo disfa; fa una famiglia, o la disfa», indicando bene la centralità (nei millenni) della donna nel far maturare figli maschi che fossero uomini di qualità, nel valorizzare al meglio il proprio uomo, nell’essere la grande regista della famiglia, su tutti i fronti, oppure, se inadeguata, nel non riuscire a governare il mare, a volte tempestoso, che è la famiglia con i suoi uomini più o meno adeguati.
E i mariti? Se non già separati, in coincidenza alla menopausa della moglie possono essere travolti da una cinquantinnite acuta, con corollario di giovanilismo e avventure. Solo i più solidi riescono a governare il binomio da paura. Autorevoli con i figli, attenti a incoraggiare la moglie a farsi ben seguire, anche dal punto di vista medico, per ritrovare salute e serenità, possono poi assaporare un piacere raro, da riscoprire. Quello di sentirsi ancora “pater familias”, quando, acquisendo il mare tempestoso dell’adolescenza e della perimenopausa, un uomo osserva soddisfatto figli e figlie che hanno ben trovato la loro strada nel mondo, insieme alla moglie che ha recuperato energia e salute. Per guardare con fiducia il futuro, Anche attraverso i loro occhi rasserenati.
 

 

DESCRIZIONE DI ALCUNI TERMINI, POCO USUALI, USATI NEL TESTO
(informazioni prese da internet)


SENSATION SEEKERS
Li chiamano sensation seeker, cercatori di sensazioni, ma più che cercatori sono veri e propri cacciatori. Persone, uomini e donne, che hanno bisogno di pura adrenalina, provocata dalla novità e da stimoli intensi. In poche parole: dal rischio.

NEET
NEET è l’acronimo inglese di "not (engaged) in education, employment or training", in italiano anche né-né indica persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione. Nelle zone di lingua spagnola sono indicati come Nini o Ni-ni (in relazione a Ni trabaja, ni estudia, ni recibe formación). I dati relativi ai né-né sono utilizzati in economia e in sociologia del lavoro per indicare individui che non sono impegnati nel ricevere un’istruzione o una formazione, non hanno un impiego né lo cercano, e non sono impegnati in altre attività assimilabili, quali ad esempio tirocini o lavori domestici.
È stato usato per la prima volta nel luglio 1999 in un report della Social Exclusion Unit del governo del Regno Unito, come termine di classificazione per una particolare fascia di popolazione, di età compresa tra i 16 e i 24 anni. In seguito, l’utilizzo del termine si è diffuso in altri contesti nazionali, a volte con lievi modifiche della fascia di riferimento: in Italia, ad esempio, l’utilizzo di né-né come indicatore statistico si riferisce, in particolare, a una fascia anagrafica più ampia, la cui età è compresa tra i 15 e i 29 anni, anche se in alcuni usi viene ampliato per i giovani fino a 35 anni, se ancora coabitanti con i genitori.

STURM UND DRANG
Lo Sturm und Drang (in italiano tempesta e impeto) è stato uno dei più importanti movimenti culturali tedeschi e convenzionalmente si colloca tra il 1765 e il 1785. Prende il nome dal dramma Wirrwarr (caos), pubblicato nel 1776 da Maximilian Klinger. L’espressione spregiativa Sturm und Drang attribuita all’allora celebre Genieapostel, l’apostolo del genio sturmuriano, si deve a Christoph Kaufmann (1751-1795), un conoscente svizzero.
Lo Sturm und Drang contribuì, assieme al Neoclassicismo, alla nascita del Romanticismo tedesco. Alcuni storici della letteratura e germanisti sostengono la possibilità di includere lo Sturm und Drang assieme al Neoclassicismo e al Romanticismo in un movimento culturale più ampio e complesso definito spesso Età di Goethe (1749 - 1832), basandosi anche sulle considerazioni che nel 1830 il tedesco Heinrich Heine fece sul periodo appena trascorso.

PERIMENOPAUSA
La perimenopausa è il periodo che precede la menopausa. Si caratterizza con le prime irregolarità del ciclo mestruale, e termina dopo 12 mesi consecutivi di assenza del ciclo. Da questo momento in poi la donna entra in menopausa. La perimenopausa è di durata variabile (mesi o anche anni) e si presenta normalmente tra i 45 e i 55 anni. Tuttavia, in alcune donne, già dai 40 anni o addirittura già dai 30, si può iniziare a notarne i segni. I periodi mestruali possono diventare irregolari, più lunghi, più corti, più pesanti, più leggeri, e a volte a distanza di meno di 28 giorni l’uno dall’altro. Si possono verificare anche sintomi simili a quelli propri della menopausa, come vampate di calore, disturbi del sonno e secchezza vaginale.
 

 

 

 

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