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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di paritą
 


N° 007/2018  
FONTE: REDAZIONE PARI E UGUALI GIORNO E DATA: domenica 11 marzo 2018
PAGINA: 1 e 18n.a. AUTORE: Rodolfo Balena

 

 

Casi laceranti di giovani mamme disperate

 

Mamme sole

 

Quando manca la preparazione delle giovani e, purtroppo, manca l’assistenza necessaria.

 

Il titolo è ambiguo. Chiariamo subito, non si riferisce al fatto, incontestabile che le Mamme siano “il Sole” dell’umanità, ma alla valenza di aggettivo che assume “sole”, cioè senza aiuto e abbandonate.
I due fatti, drammatici, che riportiamo di seguito, sono due tragedie della maternità, il primo senza conseguenza per l’integrità del neonato, il secondo, invece, parla di una vita spezzata appena iniziata.
Come hanno vissuto la loro decisione, le giovani? Una il distacco e l’altra l’omicidio?
Come stanno vivendo ora?
Sono due fatti accaduti negli Stati Uniti, ma episodi simili sono successi anche in Italia.
Nel nostro Paese non mancano associazioni, talvolta anche iniziative pubbliche, per aiutare le mamme.
In cosa consistono, soprattutto, questi lodevoli aiuti?
Aiuti materiali in primis, abbigliamenti, alimenti alle neo mamme bisognose, spesso accompagnate da sfilate di matrone se il parto è avvenuto a capodanno; il bambino nato il due gennaio se non è considerato un reprobo è ignorato.
Movimenti per cercare di impedire il licenziamento delle neo mamme, aiuti per la depressione post partum (limitati), corsi di formazione e di reinserimento.
Mi riferisco a un altro tipo di assistenza: rendere consapevoli, soprattutto, le giovani donne del ruolo di mamma.
Ritengo che sia da considerare mamma la donna che ha appena concepito e che deve affrontare i circa 270 giorni di gravidanza.
Le giovani e giovanissime che si trovano in uno stato di gravidanza, spesso mandato avanti tra timori e paure, non sanno valutare come stia cambiando la loro esistenza e come sarà la loro vita futura.
L’educazione sessuale serve? Certamente, sì. Educazione e insegnamento a chi si appresta a diventare madre, anche come eventualità consapevole futura, sarebbero auspicabili.
L’assistenza morale e materiale a chi sta vivendo una situazione di gravidanza difficile è necessaria.
La società deve attrezzarsi e mobilitarsi per assistere le mamme che hanno bisogno, anche le giovanissime, spesso, inconsapevoli del ruolo che la natura ha imposto loro di madri, cercando di assistere sia le madri sia i neonati, povere creature, che rischiano di non sopravvivere o di non conoscere mai la propria madre.

 

IL GAZZETTINO
09 febbraio 2018
di Federica Macagnone
Usa, abbandona il figlio neonato in un bagno dell’aeroporto: accanto al piccolo una lettera con un disperato appello

È da oltre venti giorni che la polizia sta dando la caccia a una ragazza di circa 20 anni che nella serata del 14 gennaio scorso, dopo essere sbarcata da un aereo, ha abbandonato il figlio appena partorito nell’aeroporto di Tucson, in Arizona. Il piccolo è stato trovato da un dipendente dello scalo in un fasciatoio nel bagno delle donne, pulito e avvolto in alcuni panni, con accanto un biglietto scritto a mano con cui la donna ha lanciato un appello disperato, scrivendo le prime righe come se fosse il bimbo stesso a parlare, poi intervenendo in prima persona: «Aiutatemi, per favore. Mia madre non aveva idea di essere incinta. È incapace e inadatta a prendersi cura di me. Per favore, portatemi dalle autorità in modo che possano trovarmi una buona casa. Voglio solo ciò che è meglio per lui, e il meglio non sono io. Per favore. Mi dispiace». Nel bagno sono state trovati inoltre una canottiera bianca, un paio di mutandine di pizzo verde e un paio di pantaloni neri, tutti imbrattati di sangue e fluidi corporei. Subito dopo il ritrovamento, il piccolo è stato portato in ospedale, dove è stato accudito e dove si trova tuttora in buone condizioni.

 

 

LEGGO
Giovedì, 01 marzo 2018
Pugnala a morte il figlio appena partorito, getta il corpo e poi va a dormire: arrestata 17enne
Partorisce nel bagno di casa sua e poi uccide a coltellate il neonato. Una 17enne ha ucciso brutalmente il suo bambino per poi gettare il corpicino nella proprietà di un vicino di casa e addormentarsi come se non fosse successo nulla.
Erica Gomez, originaria di El Paso, è accusata di omicidio. La giovane dopo avere partorito di nascosto ha ucciso il piccolo e l’ha avvolto in un accappatoio, non sapendo dove mettere il cadavere, lo ha lasciato nel capanno dei vicini di casa, ma quello che ha sconvolto tutti è stato il fatto che si sia rimessa a dormire senza dare il minimo segno di choc o senso di colpa. «Non riesco a capire cosa stava pensando o cosa possa aver sentito», ha detto l’insegnante della 17enne alla stampa locale, come riporta il Sun.
A lanciare l’allarme è stata la mamma della ragazza notando il sangue in casa ha accompagnato la figlia in ospedale dove i medici hanno capito che aveva partorito da poco, così sono partite le indagini. Quando è stato scoperto il corpo, dopo circa 24 ore, la ragazza ha confessato tutto, spiegando la dinamica del terribile omicidio.

 

 

 

  

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