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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di paritą
 


N° 009/2018  
FONTE: Libero GIORNO E DATA: giovedì 01 febbraio 2018
PAGINA: 1 e 13 AUTORE: Azzurra Noemi Barbuto

 

 

Odiano i maschi ma li vogliono

Le neofemministe sono semplicemente sceme

 

Odiano gli uomini, fanno le vittime (in qualche caso indossando persino gli abiti poco credibili delle santissime martiri), predicano la parità tra i generi e poi si fanno mantenere dagli uomini, si scandalizzano davanti alla foto di una donna in bikini su un manifesto pubblicitario, come è accaduto due giorni fa a Palermo, dove una modella è stata coperta con la scritta «questa è violenza sulle donne», salvo poi farsi selfie seminude da postare online, combattono per i diritti delle donne stando in panciolle sul divano ed attaccando sui social network uomini e donne che reputano «maschilisti», parlano do «rispetto dei diritti» e poi fanno giustizialismo mandando direttamente al patibolo qualsiasi essere di sesso maschile verso cui una signora punti il dito, ed hanno sostituito alle battaglie per le pari opportunità quella per le pari vocali, pretendendo l’aggiunta dell’astina ad ogni sostantivo maschile.
INVASATE
Le neo-femministe invasate hanno rotto le palle. E le hanno rotte soprattutto alle donne, quelle che lavorano dalla mattina alla sera; che non provano indignazione davanti a una donna in bikini, ma semmai davanti ad una con il burqa; che hanno stima degli uomini, con i quali lavorano in perfetta armonia; che si mettono a ridere quando vengono chiamate “avvocata”, o “notaia”; che non danno la colpa dei loro fallimenti ad una società maschilista, ma che si assumono le loro responsabilità per migliorare la propria esistenza; che credono ancora in un principio cardine del nostro ordinamento, ossia quello della presunzione di innocenza, quindi non condannano a morte nessuno senza un equo processo (non mediatico); quelle donne che si fanno rispettare nella sostanza e non nella sintassi e che ti mettono alla porta quando non lo fai, senza piagnucolare, senza lamentarsi. Infine quelle donne che sanno dire “no”. E che innamorano follemente gli uomini per il loro valore.
FRUSTRAZIONE
È preoccupante l’odio feroce nei confronti del sesso maschile nato in seno alla nostra società e sempre più manifesto. È una sorta di frustrazione patita per motivi personali da chi ne è portatrice e che trova nella causa femminista (non originaria) un motivo ed un’occasione di rivalsa: non è più tanto importante lottare per i nostri diritti ma lo è lottare contro l’altro sesso, diventato ormai sesso debole. I maschi sono sempre più discriminati per l’appartenenza al genere.
Pensiamo ai padri separati, o a coloro che sono vittime della violenza femminile, spesso non considerati o addirittura derisi perché si sono fatti picchiare da una lei. Pensiamo agli uomini usati come bancomat da donne che li manipolano solo per ottenerne vantaggi di tipo economico, o a quelli che sul lavoro si vedono scavalcati da una che ha deciso di farsi strada non sfruttando le sue doti intellettuali ma ciò che possiede dentro gli slip.
Si dice che il mondo del giornalismo sia maschilista, ma io con l’odio degli uomini devo ancora scontrarmi. Persino nel mio giornale, accusato da tutti di sessismo, le donne hanno un posto d’onore e vengono considerate risorse preziose dai direttori e dai colleghi. Allora questo maschilismo dov’è? È nella testa di chi lo vede ovunque, persino in un titolo che richiama un idioma diffuso come “patata bollente”.
Ieri mi è giunto un messaggio da parte di un’utente di facebook: «Buongiorno Signora Barbuto, visitando il suo profilo ho constatato che spesso utilizza espressioni quali “avere le palle”, “senza palle”. Espressioni che ritengo siano legate ad un linguaggio maschilista ormai obsoleto. I testicoli sono ghiandole che producono spermatozoi.
Di certo non fonte di coraggio e personalità. Se così fosse, le donne non potrebbero avere coraggio e personalità».
LEZIONI NON RICHIESTE
Non potrei raggiungere mai tali vette. Io sono più terra terra ed utilizzo il termine «senza palle” non perché sono maschilista, ma solo maleducata e dico le parolacce. E ne avrei una proprio qui, sulla punta della lingua.
Vabbè.

 

    

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