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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di parità
 


N° 018/2018  
FONTE: Libero GIORNO E DATA: sabato 04 agosto 2018
PAGINA: 1 e 7 AUTORE: Miriam Romano

 

 

A Bergamo è di moda lo straniero

 

Le donne di mezza età molestano i profughi

 

Molte signore dai 40 anni in su vanno a Bergamo per adescare i giovani neri ai quali pagano cene e non solo…
I più ambiti sono i nigeriani e i gambiani. Sempre più spesso i primi approcci avvengono attraverso Facebook

 

La serata al centro di accoglienza è interrotta dal rombo del motore della macchina in partenza. I giovani migranti spiano dalle tende, si picchiettano con i gomiti i fianchi e i loro sorrisoni complici si spengono solo quando si sente in lontananza il tonfo della portiera dell’automobile, classe A grigio perla. Sul sedile anteriore di quella vettura è appena salito un loro amico, un nigeriano dalla pelle scura come cenere, le spalle grosse e i muscoli scolpiti nelle braccia. Sparisce nella notte con una donna di mezza età, i capelli in ordine, un rossetto delicato sulle labbra e i tacchi che premono sull’acceleratore della Mercedes per allontanarsi il prima possibile col suo giovane accompagnatore nero. «Una sera sì e una no, arriva sempre la stessa signora alla guida della sua auto», racconta una donna che abita di fronte alla struttura di accoglienza in una frazione di Bergamo, «parcheggia nello spiazzo davanti al centro e aspetta che il ragazzo salga a bordo”.
Vallo a chiedere agli amici stranieri del giovane cosa combinino insieme quella donna adulta e quel ragazzo che avrà su per giù venticinque anni. Fanno spallucce, ridacchiano. «Vanno a letto», ci fa capire un migrante ventisettenne della Costa d’Avorio, confessando a denti stretti il misfatto.
Non è un caso isolato. Di signore più o meno attempate che vanno a ricercare la compagnia dei giovani africani nel comune di Bergamo ce ne sono. Si capisce: la richiesta delle donne non più ventenni è quella di trascorrere qualche ora di passione coi ragazzi immigrati, che per noia, per denaro o per piacere, possiamo solo tirare a indovinare, cedono senza troppe moine e finiscono a letto con le cinquantenni italiane. Sono gli educatori della cooperativa Ruah, che a Bergamo e provincia si occupa di una cinquantina di strutture di accoglienza in cui vivono più dio mille stranieri, a confermare il via vai delle signore adescatrici dei migranti. «Capita di vedere i ragazzi salire in auto con queste signore di mezza età», spiegano, quando domandiamo loro chi sono quelle donne con ci vanno in giro, sono vaghi. «È una mia amica, l’ho conosciuta al bar», di solito rispondono così.

GLI APPOSTAMENTI
A Casazza, per esempio, i residenti non fanno mistero di aver assistito a veri e propri appostamenti di automobili con donne a bordo che ammiccanti tirano giù il finestrino. Un paesino di tremila anime, le voci corrono da un orecchio all’’altro e gli sguardi dei curiosi non sbagliano mai il bersaglio quando fanno capolino dalle finestre delle casette dai tetti bassi. Non capita raramente, raccontano, che i ventenni migranti si lascino convincere in quattro e quattr’otto e scivolino velocemente sul sedile del passeggero. Mentre ciondolano per le stradine delle periferie bergamasche, i giovani neri diventano prede per le donne sole. «è più volte è venuta a cenare una signora, sui quarant’anni, con un ragazzo africano». Agli occhi del proprietario non sono sfuggite le carezze nascoste tra i due amanti e il braccio forzuto dello straniero attorno al vitino della donna. Lui un giovanotto in t-shirt, zainetto, sneaker ai piedi. Lei elegante, bionda, con qualche capello bianco che la tinta non è riuscita a celare. «Paga sempre lei il conto», spiega, «e poi se ne vanno via insieme», qualcun altro, invece, giura di aver visto una donnona, alta robusta coi fianchi larghi, appartarsi negli angoli bui con un paio, addirittura di giovanotti aitanti. Tutti in ogni caso costatano che le donne attratte dai migranti sono quasi sempre forestiere. Signore che non abitano in paese, ma che si dirigono proprio in quel di Bergamo per incontrare gli stranieri e combinare incontri piccanti.

PURE VIA FACEBOOK
«Di occasioni per fare nuove conoscenze i ragazzi dei nostri centri ne hanno», spiegano dalla cooperativa Ruah, finite le lezioni, camminano per la città, entrano nei bar, frequentano i locali. In queste circostanze capita che conoscono donne con cui poi intrattengano rapporti». Ma anche Facebook è diventato un mezzo sempre più impegnato dalle signore per provare un primo approccio con gli stranieri. Digitano un nome africano, impostano la località (Bergamo in questo caso), e fanno partire la richiesta di amicizia. Un primo messaggio per sciogliere il ghiaccio e a seguire gli appuntamenti, presumiamo di fuoco, con gli amanti neri. Di recente un ventenne gambiano residente in un centro di accoglienza bergamasco si è allontanato senza dire nulla. È arrivato sino all’ambasciata a Roma per preparare i documenti per sposarsi con una donna tedesca del ’67 conosciuta qualche mese prima su Facebook. Non ci ha pensato su molto lo straniero, quando la signora si è fatta avanti con la proposta nuziale: la possibilità di ottenere la cittadinanza tedesca deve avergli fatto gola. O chissà, forse siamo solo malpensanti, e lo scambio di battute in chat ha fatto scattare l’amore.
Un dato è quasi certo: le signore ammaliate dai migranti, tra tutte le nazionalità, vanno pazze per gambiani e nigeriani. «Sono quelli che hanno più successo. Sarà il loro carattere: sono più spavaldi degli altri», raccontano gli educatori della cooperativa Ruah.

 

MILF – COUGAR – GRANNIES (GILF)
(Da Wikipedia)
Il termine designa generalmente donne di mezza età considerate ancora sessualmente appetibili da parte di uomini più giovani; altro vocabolo spesso correlato ad esso è Cougar, il quale indica una donna matura che si comporta come una "predatrice" sessuale nei riguardi di uomini molto più giovani, in genere definiti "toy boy".
Anche se nella pratica una stessa persona può essere considerata sia una "MILF" che una "cougar", i due termini sottendono un punto di vista diverso se non proprio diametralmente opposto: nel primo caso quello degli uomini più giovani di lei, i quali considerano la donna in questione ancora attraente e sessualmente desiderabile, nel secondo caso quello di chiunque la consideri, a prescindere dalla sua avvenenza fisica, un’attiva cacciatrice di maschi giovani. I due termini, quindi, non sono affatto sinonimi, anche perché una donna con più di sessant’anni può essere una cougar ma non rientra più nella categoria anagrafica delle MILF bensì in quella delle grannies ("nonnine") o GILF.
 

 

 

 

 

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