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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di parità
 


N° 001/2019  
FONTE: Cronache e Opinioni GIORNO E DATA: luglio - agosto 2019
PAGINA: pagg. 14 e 15 AUTORE: Manuela Tomisich (psicologa/psicoterapeuta)

 

 

 

Una bella analisi riguardo la coppia. La “sopravvivenza” della coppia richiede impegno e l’intenzione di mantenerla in vita, gli impegni presi, anche se non sottoscritti da un contratto, sono forti e richiedono pazienza e comprensione.
Le coppie moderne sono preparate ad affrontare gli obblighi assunti? Sono pronte a “aggiustare” le cose che non vanno e che rischiano di rompersi irrimediabilmente? R.B.

 

PASSAGGI DEL PRESENTE

 

L’amore e la coniugalità

 

 

Il greco antico usa parole distinte per indicare l’amore: agape (amore dell’anima), eros (amore passionale), philia (amore virtuoso, leale) e storgè (amore naturale fra generazioni).
A questa già nutrita serie di significati si aggiungono anche Xenia, che indica l’amore per l’ospite. Come districarsi in questi significati complessi? La lingua, nel suo declinarsi nel vivere quotidiano definisce usi e significati, che tutti attengono alla dimensione immateriale della situazione umana, il senso dell’esistere e il significato delle azioni “anche banali” del quotidiano.
Vogliamo qui accennare ad alcuni aspetti che colorano la relazione coniugale in tutti gli aspetti del significato di amore anche nelle azioni “banali”, del quotidiano. Alla vita di coppia è legato infatti tanto un aspetto relativo alla realizzazione personale ed affettiva dell’individuo (“si è felici solo condividendo”), quanto un aspetto sociale legato alle generatività, alla costituzione di nuovi nuclei, alla prosecuzione della “specie” e della società.
Considerare le diverse forme e storie di coppia, da quelle che si costituiscono in adolescenza, in età adulta, in età avanzata costringe a riconsiderare e riflettere sul senso e sul significato attribuito e ripensato circa la diade. Le modalità comunicative, le ragioni di questo scegliersi, le aspettative reciproche, le percezioni, l’iscrizione nelle storie delle rispettive famiglie d’origine permeano la scelta che porta a costituirsi come coppia e a costruire un cammino comune a coniugare, cioè a mettere insieme in un intreccio condiviso, le diversità soggettive.
La cura quindi della relazione coniugale rappresenta il compito implicito e tacito del legame di coppia. È infatti importante la considerazione e l’identificazione delle dimensioni positive e negative della relazione di coppia ponendo attenzione agli aspetti taciti, necessariamente compresenti e saper cogliere la complessità del “patto coniugale” che può essere definito un “incontro-scelta”.
In esso ogni persona incontra un altro diverso da sé, e lo sceglie come compagno della sua storia condividendo sia gli aspetti più affettivi (attrazione, protezione, intimità…), sia quelli più etico-normativi (impegno reciproco di mantenere nel tempo il rapporto).
Ci sono coppie dove i primi emergono come più rilevanti, e spesso parlano di innamoramento, tenerezza, complicità, emotività ed altre dove i secondi appaiono più rilevanti e parlano di responsabilità, dedizione, durata ma occorre sempre ricordare che in tutte le coppie coesistono, entrambe le dimensioni e vanno “scoperte”.
La continua attenzione alle dimensioni dichiarate chiede anche attenzione a un “incontro segreto” dove ciascuno dei partner, portatore di una storia individuale,
“incontro segreto” dove ciascuno dei partner, portatore di una storia individuale, cerca nell’altro il soddisfacimento di bisogni individuali ancora insoddisfatti. Proprio questo “incontro segreto” rappresenta, infatti, la vera essenza della relazione per costituire un “noi” che si snoda e si trasforma nel tempo.
Considerare la tenuta nel tempo di una coppia richiede di tenere presenti tre indicatori importanti del legame coniugale: la capacità di dare e ricevere supporto dall’altro, la rappresentazione interna e l’intenzionalità rispetto ad un orientamento a lungo termine del legame e la capacità di perdono e accomodamento, ossia il prendersi cura non di sé o dell’altro, ma dalla relazione.
È importante una riflessione sul significato di “dono” nella relazione tra le persone che si sono scelte. Il dono implica una grande dose di libertà.
È vero che nella struttura stessa del dono, c’è l’obbligo di restituire, ma tempi e modi di tale riscontro, non sono rigidi, e in ogni caso si tratta di un obbligo morale, non sanzionabile per legge. Il valore sta nell’assenza di garanzie da parte del donatore e questo presuppone una grande fiducia nell’altro. Il valore del contro-dono sta nella libertà.
Nella relazione coniugale un’importante distinzione viene fatta tra “dono altruista”, che manifesta cura per l’altro, e “dono egoista”, che nel dono esprime solo la sua autosufficienza. Il dono qui rivela quella duplicità che in alcune lingue è ancora conservata, e che associa all’idea di dono (l’inglese “Gift”). Avvelenati sono molti doni fondativi della cultura occidentale, dal fuoco di Prometeo al frutto che Eva porge ad Adamo. Ecco allora che, per restituire al dono la sua innocenza, è forse necessario che esso sia un evento assolutamente gratuito, incondizionato e unilaterale. “Che la mano sinistra non sappia ciò che fa la destra”, dice il precetto evangelico.
Altro tema nel legame coniugale è il lavoro di differenzazione, nella continuità, dalla famiglia di origine che impegna i coniugi in una costante costruzione di qualcosa di differente, di innovativo, ma che si ascrive e dà continuità ad una storia familiare. Per scrivere una nuova storia familiare occorre quanto meno conoscere ed accettare la precedente, riconoscendo i “doni ricevuti e i debiti contratti”.
Riflettere sul legame coniugale impone di ridare valore al “patto” non come qualcosa di costruito una volta per tutte, ma come un processo costante di ricerca di un equilibrio tra gli aspetti emotivi e quelli normativi e considerare il conflitto come inevitabile nell’incontro tra due differenze.
“Non ci sarebbe bisogno di un patto se non ci fosse nulla da pacificare” è un monito che costituisce il fondamento tacito del legame coniugale e consentire di muoversi nella “serena consapevolezza del diritto di ciascuno di avere dei limiti e di poter cambiare” ricomponendo così i diversi significati della parola “amore”.

 

 

  

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