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Pari e Uguali aps
Associazione di promozione sociale per diffondere una cultura di paritą
 


N° 005/2018  
FONTE: Libero GIORNO E DATA: martedì 23 gennaio 2018
PAGINA: 1 e 14 AUTORE: Azzurra Noemi Barbuto

 

 

La mafia nera agisce incontrastata da noi
 

Riti tribali e sacrifici animali obbligano le nigeriane a battere

 

Le schiave del sesso contraggono debiti con gli sfruttatori
per oltre 70 mila euro.
 

Da nord a sud le nostre strade sono invase da prostitute di nazionalità nigeriana, molte delle quali ancora minorenni, deportate dall’Africa all’Italia come merci e costrette a vendere il proprio corpo sotto il ricatto di atroci conseguenze per loro e i loro cari.
Queste schiave che hanno un’età compresa tra i 16 ed i 25 anni, bassi tassi di scolarizzazione e alfabetizzazione, contraggono con i loro sfruttatori un debito che va dai 35 ai 50 mila euro, ma che può superare anche i 70 mila, e sia prima della partenza dal loro Paese di origine che una volta giunte a destinazione assistono a cruenti riti di magia nera che prevedono il sacrificio di animali e che hanno la funzione di instillare in loro la paura di ribellarsi, dunque di renderle del tutto asservite ai trafficanti. Per le nigeriane l’alternativa al marciapiede è la morte, vengono convinte attraverso i macabri rituali che tradire la sacerdotessa “mama” o “mammana”, la donna membro dell’organizzazione criminale che ha il compito di sorvegliarle, comporterebbe una tragica fine.
Per ognuna di queste ragazze viene torturato ed ucciso un animale innocente, che può essere un gatto o una gallina. E tutto questo avviene qui, sul nostro territorio, nelle nostre città e metropoli dove la mafia nigeriana è in espansione.
È la denuncia di Lorenzo Croce, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA), che una decina di giorni fa ha presentato un esposto alla procura di Torino e a quella di Pavia, in cui ha reso note alle autorità le informazioni di cui è venuto in possesso e che riguardano la diffusione di riti che comportano che comportano il maltrattamento, la sofferenza e la morte di esseri viventi. Croce fornisce sia indicazioni precise sui luoghi in cui le pratiche avvengono sia i nomi delle presunte responsabili. È a Torino, nella zona di Porta Palazzo, ma anche nelle provincie di Milano e Pavia, che tali reati vengono consumati, in base alle ricostruzioni fatte dal presidente dell’AIDAA.
Le usanze esoteriche si svolgono sia in luoghi aperti, come cortili o campagne, che all’interno delle casi abitate da cittadine nigeriane e prevedono lo sgozzamento di galline, addobbate con nastri, e gatti dentro le vasche da bagno «per celebrare il rito del sangue con il quale si intende sottomettere mentalmente le giovani appena arrivate dalla Nigeria e che spesso trovano appoggi ed alloggio presso queste connazionali che poi le legano a loro mediante questi usi che rientrano nella fattispecie religiosa pagana», si legge sul documento. Nell’esposto viene descritto anche il modo in cui vengono uccisi i mici, ossia mediante un taglio della giugulare, per poi lasciarli morire dissanguati. Successivamente il sangue raccolto, secondo quanto racconta chi ha assistito di persona a queste cerimonie, viene utilizzato nel rito di sottomissione, in cui le ragazze sono persino costrette a berlo.
Fanno orrore questi crimini e siamo tutti portati a credere che queste mostruosità avvengano in luoghi remoti del nostro pianeta, tra popolazioni che vivono isolate ed in cui resistono costumi primitivi. Invece no. Tutto questo avviene ad un passo da noi. L’Occidente da sempre dichiara di volere esportare democrazia e pace, per ora siamo riusciti ad importare soprattutto ignoranza ed inciviltà, sfruttamento e violenza. «Il nostro obiettivo è fare in modo che mai più gli animali vengano utilizzati in riti sacri o pseudo sacri, finalizzati peraltro a scopi criminali, come lo sfruttamento della prostituzione. Non si può tollerare che in Italia accada tutto questo», dichiara Croce.

 

NUMERI RADDOPPIATI
Stando ai numeri dello Iom (International organisation for migration) nel 2017 il numero delle donne nigeriane arrivate in Italia dalla Libia è quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente. L’80% delle 11.009 donne nigeriane registrate lo scorso anno in Italia è vittima di tratta. Nel 2015 erano 5.600- nel 2014 1.450. lo Iom stima che il 71 per cento delle persone che intraprendono la rotta per il Mediterraneo, durante il viaggio, diventi vittima di tratta.

 

ARRIVI DALLA LIBIA
A guardare le statistiche di Aquarius, la nave che Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere utilizzano per i salvataggi in mare di fronte alla Libia, balza subito agli occhi come la tratta delle nigeriane sia cresciuta in modo esponenziale. «Di oltre 1500 donne salvate si Aquarius nel 2017, oltre il 40 per cento proviene dalla Nigeria», fanno sapere dallo staff di Medici Senza Frontiere.

 

LA LEGGE ANTI TRATTA
In Italia la “legge antitratta” prevede che le ragazze, che decidono di sfuggire al destino di prostituzione e accettino di collaborare indicando nome di sfruttatori e trafficanti, vengono ospitate in apposite comunità di accoglienza e indirizzate verso un’occupazione legale. Nel 2016 sono stati 915 i permessi di soggiorno per motivi umanitari rilasciati dalle questure italiane, 178 da gennaio a maggio 2016 stando ai dati forniti dalla Direzione centrale servizi civili dell’immigrazione e dell’asilo del Viminale.

 

 

 

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